Via Marghera 37 · Roma Termini

Piatti tipici
romani.

La cucina romana si riconosce da quattro paste (carbonara, cacio e pepe, amatriciana e gricia), dal quinto quarto come coda e trippa, dai fritti come supplì e carciofi alla giudia e da poche verdure di stagione. Qui sotto 17 piatti in una tabella: portata, ingredienti, l’ingrediente o la ricetta protetta dall’Unione europea, la stagione e quali trovi nel menu di La Lupa, vicino a Termini.

Il Menu La Lupa sulla tovaglia: bruschetta, carbonara, saltimbocca, patate e dolce
Fotografia editoriale ricreata a partire dai piatti del ristorante.
17 piattiCon fonti e stagioni
4 protezioni UEPecorino, abbacchio, carciofo, amatriciana
Via Marghera 379 di questi piatti nel menu, 12–23

I 17 piatti romani in una tabella.

Ogni riga dice cos’è il piatto, quando si mangia e se l’ingrediente principale ha un nome protetto in Europa. Le paste romane condividono quasi tutte il pecorino romano, che è DOP dal 1996; l’amatriciana è l’unica ricetta registrata come tale. Usa il filtro per vedere una portata o solo i piatti che trovi a La Lupa.

La ricetta dell’amatriciana, con le quote del disciplinare STG e un calcolatore, è in ricetta dell’amatriciana tradizionale.

Filtra i piatti
17 piatti romani: portata, ingredienti, protezione UE, stagione e menu di La Lupa
PiattoPortataIngredientiIngrediente o ricetta protetta (UE)QuandoNel menu di La Lupa
CarbonaraPrimotuorli, guanciale, pecorino romano, pepe neroPecorino Romano DOP, dal 1996tutto l’annoSì · la pagina
Cacio e pepePrimopecorino romano, pepe nero, pasta (spesso tonnarelli)Pecorino Romano DOP, dal 1996tutto l’annoSì · la pagina
AmatricianaPrimoguanciale, pomodoro, pecorino, vino bianco, peperoncino«Amatriciana tradizionale» STG, dal 2020; Pecorino Romano DOP, dal 1996tutto l’annoSì · la pagina
GriciaPrimoguanciale, pecorino romano, pepe neroPecorino Romano DOP, dal 1996tutto l’annoSì · la pagina
Gnocchi del giovedìPrimopatate, uova, farina—il giovedìNo
Coda alla vaccinaraSecondocoda di bue, pomodoro, sedano, vino bianco——No
Trippa alla romanaSecondotrippa, pomodoro, cipolla, menta romana, pecorino romanoPecorino Romano DOP, dal 1996il sabatoNo
Saltimbocca alla romanaSecondovitello, prosciutto crudo, salvia, burro, vino bianco—tutto l’annoSì · la pagina
Abbacchio (a scottadito o alla cacciatora)Secondoagnello da latte; costolette alla brace, oppure aglio, rosmarino, salvia e acciugheAbbacchio Romano IGP, dal 2009Pasqua e Natale, per tradizioneSì · la pagina
SupplìFrittoriso, sugo di carne, mozzarella, pangrattato—tutto l’annoSì · la pagina
Fiori di zucca frittiFrittofiori di zucchina, mozzarella, alici, pastella—fine primavera ed estate, fino a novembreSì · la pagina
Carciofi alla giudiaFrittocarciofi romaneschi fritti interi, sale, pepeCarciofo Romanesco del Lazio IGP, dal 2002gennaio–maggio, meglio marzo–aprileNo
Carciofi alla romanaContornocarciofi romaneschi, mentuccia, aglio, olioCarciofo Romanesco del Lazio IGP, dal 2002gennaio–maggio, meglio marzo–aprileNo
PuntarelleContornogermogli di cicoria, alici, aglio, aceto, olio—inverno, alle feste di NataleNo
Cicoria ripassataContornocicoria, olio, aglio, peperoncino——No
MaritozzoDolcepan dolce con panna montata——No
Tiramisù (non romano)Dolcesavoiardi, caffè, mascarpone, uova—tutto l’annoSì · la pagina

Fonti lette il 15/10/2026: registro UE delle indicazioni geografiche (eAmbrosia) per DOP, IGP e STG; Turismo Roma e ARSIAL per stagioni e giorni; la pagina del menu di La Lupa per l’ultima colonna. La DOP o IGP riguarda l’ingrediente: il piatto non è obbligato a usarlo.

Quali piatti romani sono protetti dall’Unione europea?

Nel registro europeo eAmbrosia ci sono quattro nomi che riguardano questa cucina. Il Pecorino Romano DOP dal 21 giugno 1996: è il formaggio di carbonara, cacio e pepe, gricia, amatriciana e trippa. L’Abbacchio Romano IGP dal 16 giugno 2009, l’agnello da latte. Il Carciofo Romanesco del Lazio IGP dal 22 novembre 2002, il carciofo dei carciofi alla romana e alla giudia.

Il quarto è diverso: «Amatriciana tradizionale» è una STG dal 13 marzo 2020, cioè una ricetta tradizionale registrata, non un prodotto di un luogo. DOP e IGP tutelano l’ingrediente, non il piatto: una carbonara resta carbonara anche senza pecorino DOP.

Che giorno è? Il calendario romano a tavola.

A Roma si dice «giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa»: secondo Turismo Roma il detto viene dagli anni del dopoguerra, quando il venerdì era giorno di magro. Molte trattorie, a Testaccio e Trastevere, lo seguono ancora, con baccalà e ceci il venerdì e la trippa a pranzo il sabato.

Poi ci sono le stagioni. I carciofi romaneschi si raccolgono da gennaio e fino a maggio secondo ARSIAL, l’agenzia regionale del Lazio. I fiori di zucca sono di fine primavera ed estate e si trovano fino a novembre (Turismo Roma). Le puntarelle sono un contorno d’inverno, legato alle feste di Natale (Turismo Roma). L’abbacchio è il piatto di Pasqua e Natale per tradizione, ma alla cacciatora si cucina tutto l’anno.

Tre date e un piatto che non è romano.

1847. Il supplì compare nel menu della Trattoria della Lepre come «soplis di riso», dal francese «surprise» (Wikipedia). 1832. Giuseppe Gioachino Belli nomina il maritozzo in un sonetto (Wikipedia). Cinquecento. I carciofi alla giudia sono il piatto del ghetto ebraico di Roma, citati nei ricettari dal XVI secolo (Wikipedia). Per la carbonara, dal 1954 a oggi, c’è la ricetta della carbonara romana.

Il tiramisù, invece, non è romano: le sue origini sono contese tra Veneto e Friuli e la versione più citata è degli anni Sessanta-Settanta a Treviso (Wikipedia). Lo trovi in molti menu di Roma, anche in quello di La Lupa, ma non è un piatto della tradizione romana. Anche il saltimbocca potrebbe venire da Brescia, ma è la versione romana quella che si è diffusa in Italia (Wikipedia).

Dove mangiarli vicino a Termini.

La Lupa è in Via Marghera 37, a circa cento metri dall’uscita di Via Marsala della Stazione Termini, con la cucina aperta tutti i giorni dalle 12 alle 23. Nel menu ci sono nove dei diciassette piatti della tabella: carbonara, cacio e pepe, amatriciana, gricia, saltimbocca, abbacchio a scottadito, supplì, fiori di zucca, tiramisù. Coda, trippa, carciofi, puntarelle, cicoria, maritozzo e gnocchi del giovedì non sono nel menu.

Con il Menu La Lupa a 30 € provi in un pasto un antipasto, carbonara o amatriciana, saltimbocca o abbacchio, contorno e dolce. Per sapere cosa vuol dire mangiare romano vicino alla stazione c’è la pagina ristorante tipico romano a Termini.

Prima di venire

Quali sono i piatti tipici romani?

Le quattro paste (carbonara, cacio e pepe, amatriciana e gricia), i piatti del quinto quarto come coda alla vaccinara e trippa, il saltimbocca e l’abbacchio, i fritti come supplì, fiori di zucca e carciofi alla giudia, e contorni come carciofi alla romana, puntarelle e cicoria ripassata.

Quali sono le quattro paste romane?

Carbonara, cacio e pepe, amatriciana e gricia. Hanno tutte il pecorino romano, DOP dal 1996; tre su quattro hanno anche il guanciale.

L’amatriciana è un piatto protetto?

Sì: «Amatriciana tradizionale» è registrata nell’Unione europea come STG (specialità tradizionale garantita) dal 13 marzo 2020. La STG tutela la ricetta, non un luogo di produzione.

Perché a Roma il giovedì si mangiano gli gnocchi?

Viene dal detto «giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa», che Turismo Roma fa risalire al dopoguerra: il venerdì era giorno di magro, quindi il giovedì si mangiava sostanzioso.

Quando è la stagione dei carciofi romaneschi?

Da gennaio fino a maggio secondo l’ARSIAL, il periodo migliore è marzo–aprile. È la stagione dei carciofi alla romana e alla giudia.

Dove mangiare piatti tipici romani vicino a Termini?

A La Lupa, Via Marghera 37, a circa cento metri dall’uscita di Via Marsala: carbonara, amatriciana, cacio e pepe, gricia, saltimbocca, abbacchio, supplì e fiori di zucca, cucina aperta dalle 12 alle 23. Il Menu La Lupa costa 30 €.

Una tavola a Roma

Dalla tabella al tavolo.

Se vuoi provarne qualcuno a pochi minuti dalla stazione, prenota un tavolo a La Lupa o chiama.