Piatti tipici
romani.
La cucina romana si riconosce da quattro paste (carbonara, cacio e pepe, amatriciana e gricia), dal quinto quarto come coda e trippa, dai fritti come supplì e carciofi alla giudia e da poche verdure di stagione. Qui sotto 17 piatti in una tabella: portata, ingredienti, l’ingrediente o la ricetta protetta dall’Unione europea, la stagione e quali trovi nel menu di La Lupa, vicino a Termini.

I 17 piatti romani in una tabella.
Ogni riga dice cos’è il piatto, quando si mangia e se l’ingrediente principale ha un nome protetto in Europa. Le paste romane condividono quasi tutte il pecorino romano, che è DOP dal 1996; l’amatriciana è l’unica ricetta registrata come tale. Usa il filtro per vedere una portata o solo i piatti che trovi a La Lupa.
La ricetta dell’amatriciana, con le quote del disciplinare STG e un calcolatore, è in ricetta dell’amatriciana tradizionale.
| Piatto | Portata | Ingredienti | Ingrediente o ricetta protetta (UE) | Quando | Nel menu di La Lupa |
|---|---|---|---|---|---|
| Carbonara | Primo | tuorli, guanciale, pecorino romano, pepe nero | Pecorino Romano DOP, dal 1996 | tutto l’anno | Sì · la pagina |
| Cacio e pepe | Primo | pecorino romano, pepe nero, pasta (spesso tonnarelli) | Pecorino Romano DOP, dal 1996 | tutto l’anno | Sì · la pagina |
| Amatriciana | Primo | guanciale, pomodoro, pecorino, vino bianco, peperoncino | «Amatriciana tradizionale» STG, dal 2020; Pecorino Romano DOP, dal 1996 | tutto l’anno | Sì · la pagina |
| Gricia | Primo | guanciale, pecorino romano, pepe nero | Pecorino Romano DOP, dal 1996 | tutto l’anno | Sì · la pagina |
| Gnocchi del giovedì | Primo | patate, uova, farina | — | il giovedì | No |
| Coda alla vaccinara | Secondo | coda di bue, pomodoro, sedano, vino bianco | — | — | No |
| Trippa alla romana | Secondo | trippa, pomodoro, cipolla, menta romana, pecorino romano | Pecorino Romano DOP, dal 1996 | il sabato | No |
| Saltimbocca alla romana | Secondo | vitello, prosciutto crudo, salvia, burro, vino bianco | — | tutto l’anno | Sì · la pagina |
| Abbacchio (a scottadito o alla cacciatora) | Secondo | agnello da latte; costolette alla brace, oppure aglio, rosmarino, salvia e acciughe | Abbacchio Romano IGP, dal 2009 | Pasqua e Natale, per tradizione | Sì · la pagina |
| Supplì | Fritto | riso, sugo di carne, mozzarella, pangrattato | — | tutto l’anno | Sì · la pagina |
| Fiori di zucca fritti | Fritto | fiori di zucchina, mozzarella, alici, pastella | — | fine primavera ed estate, fino a novembre | Sì · la pagina |
| Carciofi alla giudia | Fritto | carciofi romaneschi fritti interi, sale, pepe | Carciofo Romanesco del Lazio IGP, dal 2002 | gennaio–maggio, meglio marzo–aprile | No |
| Carciofi alla romana | Contorno | carciofi romaneschi, mentuccia, aglio, olio | Carciofo Romanesco del Lazio IGP, dal 2002 | gennaio–maggio, meglio marzo–aprile | No |
| Puntarelle | Contorno | germogli di cicoria, alici, aglio, aceto, olio | — | inverno, alle feste di Natale | No |
| Cicoria ripassata | Contorno | cicoria, olio, aglio, peperoncino | — | — | No |
| Maritozzo | Dolce | pan dolce con panna montata | — | — | No |
| Tiramisù (non romano) | Dolce | savoiardi, caffè, mascarpone, uova | — | tutto l’anno | Sì · la pagina |
Fonti lette il 15/10/2026: registro UE delle indicazioni geografiche (eAmbrosia) per DOP, IGP e STG; Turismo Roma e ARSIAL per stagioni e giorni; la pagina del menu di La Lupa per l’ultima colonna. La DOP o IGP riguarda l’ingrediente: il piatto non è obbligato a usarlo.
Quali piatti romani sono protetti dall’Unione europea?
Nel registro europeo eAmbrosia ci sono quattro nomi che riguardano questa cucina. Il Pecorino Romano DOP dal 21 giugno 1996: è il formaggio di carbonara, cacio e pepe, gricia, amatriciana e trippa. L’Abbacchio Romano IGP dal 16 giugno 2009, l’agnello da latte. Il Carciofo Romanesco del Lazio IGP dal 22 novembre 2002, il carciofo dei carciofi alla romana e alla giudia.
Il quarto è diverso: «Amatriciana tradizionale» è una STG dal 13 marzo 2020, cioè una ricetta tradizionale registrata, non un prodotto di un luogo. DOP e IGP tutelano l’ingrediente, non il piatto: una carbonara resta carbonara anche senza pecorino DOP.
Che giorno è? Il calendario romano a tavola.
A Roma si dice «giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa»: secondo Turismo Roma il detto viene dagli anni del dopoguerra, quando il venerdì era giorno di magro. Molte trattorie, a Testaccio e Trastevere, lo seguono ancora, con baccalà e ceci il venerdì e la trippa a pranzo il sabato.
Poi ci sono le stagioni. I carciofi romaneschi si raccolgono da gennaio e fino a maggio secondo ARSIAL, l’agenzia regionale del Lazio. I fiori di zucca sono di fine primavera ed estate e si trovano fino a novembre (Turismo Roma). Le puntarelle sono un contorno d’inverno, legato alle feste di Natale (Turismo Roma). L’abbacchio è il piatto di Pasqua e Natale per tradizione, ma alla cacciatora si cucina tutto l’anno.
Tre date e un piatto che non è romano.
1847. Il supplì compare nel menu della Trattoria della Lepre come «soplis di riso», dal francese «surprise» (Wikipedia). 1832. Giuseppe Gioachino Belli nomina il maritozzo in un sonetto (Wikipedia). Cinquecento. I carciofi alla giudia sono il piatto del ghetto ebraico di Roma, citati nei ricettari dal XVI secolo (Wikipedia). Per la carbonara, dal 1954 a oggi, c’è la ricetta della carbonara romana.
Il tiramisù, invece, non è romano: le sue origini sono contese tra Veneto e Friuli e la versione più citata è degli anni Sessanta-Settanta a Treviso (Wikipedia). Lo trovi in molti menu di Roma, anche in quello di La Lupa, ma non è un piatto della tradizione romana. Anche il saltimbocca potrebbe venire da Brescia, ma è la versione romana quella che si è diffusa in Italia (Wikipedia).
Prima di venire
Quali sono i piatti tipici romani?
Le quattro paste (carbonara, cacio e pepe, amatriciana e gricia), i piatti del quinto quarto come coda alla vaccinara e trippa, il saltimbocca e l’abbacchio, i fritti come supplì, fiori di zucca e carciofi alla giudia, e contorni come carciofi alla romana, puntarelle e cicoria ripassata.
Quali sono le quattro paste romane?
Carbonara, cacio e pepe, amatriciana e gricia. Hanno tutte il pecorino romano, DOP dal 1996; tre su quattro hanno anche il guanciale.
L’amatriciana è un piatto protetto?
Sì: «Amatriciana tradizionale» è registrata nell’Unione europea come STG (specialità tradizionale garantita) dal 13 marzo 2020. La STG tutela la ricetta, non un luogo di produzione.
Perché a Roma il giovedì si mangiano gli gnocchi?
Viene dal detto «giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa», che Turismo Roma fa risalire al dopoguerra: il venerdì era giorno di magro, quindi il giovedì si mangiava sostanzioso.
Quando è la stagione dei carciofi romaneschi?
Da gennaio fino a maggio secondo l’ARSIAL, il periodo migliore è marzo–aprile. È la stagione dei carciofi alla romana e alla giudia.
Dove mangiare piatti tipici romani vicino a Termini?
A La Lupa, Via Marghera 37, a circa cento metri dall’uscita di Via Marsala: carbonara, amatriciana, cacio e pepe, gricia, saltimbocca, abbacchio, supplì e fiori di zucca, cucina aperta dalle 12 alle 23. Il Menu La Lupa costa 30 €.